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Vini italiani di lusso: ecco 5 bottiglie di pregio su cui investire

Il vino, specie se italiano e di alto blasone, può essere un ottimo investimento: ecco 5 bottiglie di pregio su cui investire

In tempi di crisi degli strumenti finanziari classici, i beni di lusso sono sempre di più rifugio sicuro per gli investitori. Auto d’epoca, quadri e dipinti, gioielli, orologi e bottiglie di vino. Sì, avete letto bene, anche bottiglie di vino. Il nettare prezioso, di cui l’Italia è culla storica e custode millenaria è sempre più considerato un ottimo investimento. Sono molti i collezionisti, italiani e non, che puntano su bottiglie di vini di pregio e non solo per consumarle in occasione di eventi speciali. La gran parte di queste bottiglie vengono conservate in caveau come lingotti d’oro per poi essere a volte rivendute con un ottimo margine di guadagno. Ma quali sono le etichette di vini italiani di lusso su cui puntare per una resa a lungo termine? Ecco 5 vini italiani di lusso per tutti quelli che desiderano costruire una piccola riserva di bottiglie preziose. Si tratta di etichette che possono essere acquistate realmente adesso, anche tramite un’enoteca online.

Barolo Docg Rocche dell’Annunziata 2011 di Roberto Voerzio

Il Barolo è con il Brunello di Montalcino il vino simbolo dell’enologia italiana nel mondo da decenni. Ci sono moltissime grandi etichette di questo vino austero ed elegante, frutto del lavoro di autentici artisti della vigna, come ad esempio Roberto Voerzio. Nata nel 1986 da due ettari di vigneto a La Morra, nel cuore della denominazione, la cantina di Roberto Voerzio è tra le più apprezzate nel mondo. I cru “Rocche dell’Annunziata” e “Torriglione”, con viti piantate negli anni ’50, si caratterizzano per i loro terreni di origine calcarea che contribuiscono alla definizione e alla grande eleganza di uno dei più famosi Barolo di Langa. Se decidete di acquistare una bottiglia di Barolo di questa selezione di Voerzio in formato magnum, mettete in conto almeno 500 euro: è una cifra che può tranquillamente triplicare nel giro di pochi anni, considerato che un’annata 2011, disponibile oggi in commercio, sarà perfetta attorno al 2026, al suo quindicesimo anno di età.

Brunello di Montalcino Docg 1997 Astucciato Biondi Santi

Il 1997 è stata l’annata del secolo in Toscana per il vino. Da quell’anno, con un magico settembre asciutto e con forti escursioni termiche, sono risultati in quasi tutte le denonimazioni  autentici capolavori. Non ha fatto eccezione il Brunello di Montalcino, con il Barolo e l’Amarone il vino italiano di pregio più conosciuto al mondo, con le sue innate asterità ed eleganza. Tra i Brunello, quello di Biondi Santi è una vera e propria icona. A questa cantina si deve la nascita della denominazione: Clemente Santi sul finire dell’800 sperimentò a lungo la vinificazione del Sangiovese, ottenendo risultati eccellenti e il premio all’Esposizione Universale di Parigi del 1865 con il suo “vino rosso scelto”. Oggi, il Brunello di Biondi Santi è un grande classico, la cui maturazione di 36 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia è la stessa da oltre un secolo. Se volete accaparrarvi una delle rarissime bottiglie del 1997 dovete sbrigarvi, perché ne restano pochissime, e dovete essere disposti a investire oltre 700 euro, con la certezza di mettervi in cantina un vero e proprio lingotto d’oro.

Amarone della Valpolicella Doc Monte Lodoletta 2008 Romano Dal Forno

L’Amarone di Romano Dal Forno è un altro dei capolavori dell’enologia italiana che, fortunatamente, si rinnova da diversi anni. I giapponesi impazziscono per questo vino sontuoso, morbido e seducente come nessun’altro al mondo. Dopo la vendemmia, i grappoli di uva di tutte e quattro le varietà previste dal disciplinare sono lasciati appassire, e pigiati solo verso la metà di dicembre. Dopo la fermentazione, l’invecchiamento è svolto per 36 mesi in barrique nuove. Infine, l’Amarone della Valpolicella DOC di Romano Dal Forno si completa con due anni di riposo in bottiglia. Per acquistare una magnum del 2008, un’annata giudicata molto promettente per l’invecchiamento, servono oltre 700 euro che però sono garanzia di rivalutazione nel tempo.

Trebbiano d’Abruzzo Doc 1995 Emidio Pepe

Chiudiamo questa cinquina con un vino bianco, per l’esattezza un Trebbiano. Tra le eccellenze enologiche di questo straordinario paese che è – per il vino e non solo – l’Italia, c’è anche la versione di questo vino prodotta in Abruzzo dalla cantina Emidio Pepe. Del Trebbiano siamo abituati forse a vedere le interpretazioni più commerciali, invece si tratta di un bianco che può raggiungere livelli di eccellenza assoluta. Grazie a vigneti che godono di esposizioni perfette ed alla cura maniacale del lavoro in cantina Emidio Pepe sforna ogni anno vini di assoluti spessore ed eccellenza. Le escursioni termiche della zona in cui sorgono i vigneti, incastonata tra il Gran Sasso e il mare, portano a vini bianchi di grande longevità, eleganti e raffinati. L’annata 1995 del Trebbiano d’Abruzzo di Emidio Pepe è uno di questi capolavori, oggi raro e difficile trovare in vendita sotto i 600 euro, ma un sicuro investimento per i prossimi anni.

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